Come ho smesso di fumare e un’altra prova dell’inefficacia degli psicofarmaci

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Era agosto 2010. Molti nei mesi estivi, soprattutto nei paesi caldi del sud, risentono del caldo e si sentono deboli e fiacchi. A molti basta un po’ di ombra, un po’ di ferie, qualche bustina di magnesio e potassio per superare la crisi e tutto torna come prima. Non nel mio caso.

Quel mese di agosto fu un inferno. Ero ancora sotto l’effetto del binomio “ipercollaudato” nella pratica medica ma non scientifica (pazienti come cavie di cocktail e accoppiamenti mai testati prima dell’approvazione delle autorità competenti?) degli ormai noti Efexor e Lamictal. Ciò che questi farmaci fanno (o che dovrebbero fare) è noto a tutti: calmare i sintomi di depressione, ansia e mania. Insomma, idealmente azzerare gli scompensi emotivi prevedendo ricadute grazie alla loro regolare assunzione per tutta la vita. Una cura infatti non esiste nella mente dello psichiatra: esistono solo rimedi sintomatici che qualcuno avrà presentato loro come cura ufficiale alle patologie insindacabilmente protocollate all’interno della ridicola bibbia del piccolo chimico dei pazzi: il DMS nelle sue varie versioni di follia dalla prima alla quinta.

Ciò che non vi dicono gli psichiatri è che i disturbi, che sono alla base della manifestazione psichiatrica di sintomi che con la psichiatria non c’entrano proprio nulla, non verranno mai curati ma accantonati dal sistema uomo (accantonati dall’attenzione della macchina biologica) perché non più sentiti o percepiti. L’inquinamento biochimico rappresentato dall’interazione delle molecole degli psicofarmaci all’interno del sistema macchina uomo condiziona la percezione e l’apprendimento: due aspetti che vanno a braccetto. La percezione e l’apprendimento sono due aspetti fondamentali del campo emotivo e mentale del sistema macchina uomo. E gli psicofarmaci, agendo sui recettori di contatto dei campi sottili col sistema macchina, azzerano segnali importanti che condizionano il nostro modo di essere uomini. La personalità ne risulta pertanto modificata da queste sostanze al punto che possiamo senz’altro dire che una macchina benché mantenga intatta apparentemente i suoi lineamenti esterni -la carrozzeria- non sarà mai più come prima. Purtroppo il modo legale di somministrare questa merda non prevede un vero protocollo di analisi del prima e del dopo su dati inconfutabili basati su una indagine psico-cognitiva del paziente. Tu, caro psichiatra, dovresti sul serio assumerti la responsabilità della salute mentale e del futuro del tuo paziente, somministrando test preliminari per valutare tantissimi aspetti della personalità dell’individuo e mettere tutto nero su bianco e conservare la ricchezza di una personalità che andrai impunemente a modificare grazie all’uso di sostanze che ti mettono al riparo da cause legali nella misura in cui le usi ma che ti mettono al rogo dal punto di vista morale (se sai cosa significa questa parola!) dinanzi a tutti quei pazienti i cui lineamenti non saranno più gli stessi a causa dell’uso smisurato della chimica della follia.

Io quell’agosto mi sentivo male molto male. Nonostante la mia visita regolare dal chimico dei pazzi per un intero decennio, nulla aveva cambiato la percezione del mio corpo e del mio essere. Anzi tutto sembrava peggiorare. Il lavoro che avevo per caso fortuito trovato nella mia città natale non riuscivo a svolgerlo, non certo per mancanza di competenze o di istruzione ma a causa del mio stato psichico a cui ero ridotto a causa di quella merda chimica che circolava nelle mie vene da troppo tempo. Non ero più quello di una volta, ma nessuno sembrava accorgersene. Dentro di me persisteva una immagine mentale di una persona che non c’era più, di una personalità ormai persa a causa dei limiti psico-emozionali a cui era costretta la mia persona. Un gatto feroce in gabbia non può far male a nessuno. Un genio nel corpo condizionato e paralizzato dal punto di vista mentale emotivo è simile a un gigante addormentato, a un leone in gabbia, a una bestia potente eppure docile perché drogata. Certo tutti erano contenti dal punto di vista istituzionale: la versione ufficiale sarebbe quella di un depresso bipolare che si suppone possa condurre una vita tutto sommato normale grazie a cure scientificamente validate. Ma la mia verità sul campo non è così e posso senz’altro dirvi che semmai un giorno fossero rinvenute le spoglie  (i test psico-attitudinali che non furono mai fatti per valutare l’impatto della terapia psichiatrica sulle capacità e sul vero stato di salute del soggetto) e i resti di quell’animale in gabbia che ora per fortuna non c’è più potrete anche voi convincervi che quello che dico è la pura sacrosanta verità.

Signori miei, gli psicofarmaci ammazzano e, quando non uccidono, ammazzano nell’anima il soggetto che li assume col placet e il consenso delle autorità ad ogni livello che direttamente o indirettamente godono dei benefici dei quattrini elargiti dalle grandi lobby del farmaco, tanto potenti da aver hackerato l’intero sistema di istruzione in campo medico-sanitario e la pratica medica a livello professionale che ormai rappresenta soltanto l’indotto dell’industria del farmaco. I medici sono gli ultimi rappresentanti dell’industria del farmaco che ha appendici ovunque e s’ingrazia i potenti e le istituzioni dedite alla prevenzione e alla cura delle malattie attraverso non tanto oscuri legami di potere ed elargizioni monetarie consistenti.

Non puoi smettere di fare uso di questa merda senza il loro consenso. Tutti daranno ragione allo psichiatra. Le ricadute verranno viste come cedimento del malato e non come fase necessaria la riequilibrio di una macchina che sta cercando di alzarsi.

Quell’estate ero ai minimi termini. Non riuscivo ad alzarmi, ad andare a lavorare, a concentrarmi sul lavoro, a creare semplici annunci di lavoro per la figura professionale che stavamo cercando all’interno del concessionario dove occupavo la funzione di impiegato amministrativo. Se le capacità operative di un amministrativo erano mediocri quelle creative necessario a mettere assieme due parole per scrivere un annuncio erano inesistenti! Vedete voi cosa fa quella merda di psicofarmaci al vostro cervello! Non riuscivo a mettere a posto due carte, a fare i conti della casalinga (..forse leggermente più complessi ma fattibili), non riuscivo a funzionare. Eppure ero sotto cura ma nulla mi aveva seriamente aiutato. Quei dieci anni sotto psicofarmaci sono stati anni quasi a zero tasse e zero contributi (nessuna produzione di valore per me e per lo stato), vuoi per la disoccupazione pazzesca del posto in cui sono nato, vuoi perché era palese a tutti che in me qualcosa non stava funzionando, che era anomalo e lento, nonostante le altrettanto palesi competenze e capacità.

Cosa stava accadendo dentro di me e cosa era arrivato a un punto critico di rottura tale che non mi permetteva più di avere oltremodo una condotta alimentare scellerata e un vizio come quello del fumo?

In quel momento o sarei cambiato o sarei morto. Per fortuna ebbi la forza per rialzarmi e il primo passo fu quello di smettere di fumare!

Davanti a un medico psichiatra fumatore e che ti offre di fumare, che non ti parla mai del legame tra alimentazione e salute mentale (perché non è formato in materia e perché uscire dai normali protocolli metterebbero a rischio il suo posto di lavoro e la sua carriera: viva la libertà scientifica nella pratica medica! Il piranha te se magna se sgarri!), non ti verrà mai in mente che la tua fortuna e la tua salute dipendono dal cibo che mangi, dalla riduzione dei vizi socialmente più o meno tollerati come alcool e fumo, e dall’assenza dell’assunzione di qualsiasi categoria di farmaco, in particolare quelli di natura psichiatrica.

La mia fortuna è stata quella di smettere di fumare, quella di non andare più dallo psichiatra, quello di ridurre gradualmente gli psicofarmaci, abbandonandoli completamente non senza “crisi” nel giro di sei mesi, e l’auto-somministrazione di una marea di sostanze di cui l’individuo medio ignora l’esistenza o sottostima l’efficacia: gli integratori alimentari ad alto dosaggio (non quelli del farmacista, mercenario complice del sistema e altro membro dell’indotto della mercificazione della salute umana).

Il fai-da-te in campo medico dinanzi a determinate tipologie e disturbi rappresenta molte volte il solo modo per tutelare la propria salute. Qual è la tutela garantita dallo stato? Una tutela ex post nel caso di battaglie legali all’eterna ricerca delle relazioni di causa-effetto? Quella merda, nel mio caso il Lamictal e l’Efexor, fa male, molto male. Non la consiglierei a nessuno e non la riprenderei per nulla al mondo. Senza riesco a tenermi un lavoro, a produrre, a pagare le tasse a scrivere questo blog. Sotto l’effetto di quella merda non riuscivo nemmeno a scrivere cinque righe di fila. Vogliamo parlare di prove? Questa per me è una prova sonante e là fuori vi sono migliaia di persone che hanno perso tutto di sé stesse e si aggirano ignare di non essere più quelle che erano un tempo.

Smettere di fumare fu il primo scalino per la rieducazione di un’anima in pena.

Quindi consiglio a chiunque si trovasse al punto in cui ero io di abbandonare anzitutto qualunque dipendenza o vizio: sia esso il fumo di sigaretta, l’alcol, la droga o qualsiasi altra cose. Non puoi infatti cambiare quello che sei se non smetti di dipendere da qualcos’altro. La dipendenza emotiva ed economica sono fattori che affronteremo dopo. Ma prima la cosa più semplice da fare è eliminare un solo elemento per volta della condotta viziata.

Ho smesso di fumare grazie ad una decisione. La decisione fu quella tra lo stare bene o lo stare male. Esistono finestre d’uscita da una dipendenza che ti si presentano davanti come opportunità. Quando ti si presenta questa opportunità tu coglila al volo e smetti immediatamente di fumare o di bere. Al resto ci penserai dopo, passo dopo passo. Io ho fatto così.

La dismissione della merda chimica che ti sta in corpo, quella degli psicofarmaci è una fase eventuale e successiva di un percorso che affronteremo nel corso di queste lezioni del vivere sano.

Quel mese di agosto cercavo disperatamente un medico! Per fortuna non erano alla mia portata: il medico di famiglia e lo psichiatra erano in ferie e i loro sostituti non erano così facilmente raggiungibili. E quando stai male non hai nemmeno la forza di fare un piano per contattarli. Tanto è lo sfinimento. Se stai male e sei solo resti solo e senti tanto male. Ma la tortura prima o poi salva quell’anima e la risveglia e la spinge al cambiamento. Tutto nella mia vita è stato orchestrato per smuovermi, per farmi reagire e stimolare il cambiamento. Non siamo alberi, possiamo spostarci da dove siamo e arriva l’attimo in cui dobbiamo farlo perché siamo stanchi di soffrire così tanto. Il nostro carnefice c’è fintantoché noi siamo lì a permettergli di agire su e attraverso di noi. Nella misura in cui riusciamo a reagire, ritroviamo il nostro equilibrio e la nostra felicità.

Un  medico non lo trovai, ma ritrovai me stesso. Mollai quel lavoro che non riuscivo più a svolgere e passarono mesi per uscire dalla mia forte dipendenza dal fumo di sigaretta. Passarono sei mesi e iniziai a vivere un nuovo capitolo della mia vita. Quando abbandoniamo parti di noi che non ci piacciono più e lasciamo indietro tutto quello che non ci piace, la proiezione di quel che fino a ieri non c’era ma era soltanto nei nostri sogni, può farsi spazio nella realtà delle forme e venire alla luce come la tua nuova realtà. Lasciarsi indietro una o più dipendenze è l’intercalare necessario al cambiamento. Anche se questo costasse lasciarsi alle spalle una famiglia, una città, degli amici, una nazione, una reputazione, un ruolo, una professione, tutto se sentito con vero cuore e se perseverato, può portarci a nuovi livelli di consapevolezza e di dominio dell’essere che ci è stato affidato.

Noi siamo i tutori della macchina e parliamo attraverso colui che scrive.

L’essenza del discorso consiste nel dominio della macchina che è l’uomo che ti è stato affidato. L’Essere che cresce dentro di te è la fiamma che arde e comanda l’essere che agiste fuori di te. Il gigante e il bambino, lo spirito e l’anima di corpo e sangue che si aggira impaurito e spaesato in questo mondo di simboli, forme e dolore. Tutto serve a costruire la corazza, la fortezza. Tutto si adegua al tuo divenire e proietta nuovi scenari di consapevolezza all’interno di schemi precostituiti del tuo essere. Non essere ingrato nei confronti di colui che ti ha dato l’essenza di esistere e condividi con chi puoi il frutto del lavoro su di sé che hai operato in te. La mappa del territorio che condividi con gli altri non è esaustiva ma può rappresentare una guida per il genere umano alla consapevolezza di specie e di programma che sono i due elementi del gioco che permettono il dominio della materia o della struttura. La dinamica dei campi sottili può sottolineare l’intercalarità dei campi attraverso la quale tutto può avere forma se una forma dai al tutto, nella misura in cui hai cura di dare una forma ai tuoi pensieri umani. Tutto è materia nella misura in cui la materia è tutto. E tutto può divenire materia nella misura in cui concedi al tutto, all’infinito, di agire attraverso di te. Ciò che sono è una consistenza dell’essere che si chiama coscienza infinita e parlo attraverso di te. Il messaggio prende forma nella misura in cui l’immagine di esso viene traslitterata in simboli e forme dal di dentro. Ecco cos’è la creazione dell’essere, dall’essenza per l’eterno verso l’infinito, in un barlume di consapevolezza io scrivo d’eterno nelle pagine effimere del divenire uomo.

 

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